Nel mondo visionario di Salvatore Fiume (Comiso, 23 ottobre 1915-Milano, 3 giugno 1997), L’Eneide non è soltanto il grande poema epico di Virgilio, ma un viaggio senza tempo attraverso mito, memoria e destino.
L’artista siciliano rilegge la figura di Enea con uno sguardo potente e immaginifico, trasformando il racconto classico in una narrazione pittorica fatta di colori intensi, architetture fantastiche e paesaggi sospesi tra storia e sogno.
L’artista siciliano rilegge la figura di Enea con uno sguardo potente e immaginifico, trasformando il racconto classico in una narrazione pittorica fatta di colori intensi, architetture fantastiche e paesaggi sospesi tra storia e sogno.
Le opere dedicate all’epopea virgiliana restituiscono un Mediterraneo arcaico e simbolico, popolato da eroi, città ideali e figure monumentali. In questa interpretazione, Enea diventa il simbolo universale dell’uomo in cammino: portatore di civiltà, memoria e speranza.
Attraverso dipinti, bozzetti e visioni monumentali, Fiume costruisce una personale “Eneide figurativa”, capace di unire la classicità latina alla sensibilità contemporanea. Il mito antico si rinnova così in una dimensione poetica e teatrale, dove realtà e immaginazione convivono in perfetto equilibrio.
Questa pagina raccoglie materiali, immagini e approfondimenti dedicati al dialogo tra l’opera di Virgilio e l’universo artistico di Salvatore Fiume, offrendo un percorso alla scoperta di una delle interpretazioni più originali del poema epico nel Novecento italiano.
