
Il Concerto di Mozart al Teatro Bibiena di Mantova (16 gennaio 1770)
È il 16 gennaio 1770. A Mantova, il nuovo Teatro Bibiena, appena inaugurato da pochi giorni (la prima ufficiale avvenne il 3 dicembre 1769), è illuminato da centinaia di candele. Nella sala dalle eleganti decorazioni tardo-barocche e dai palchi dorati si raccoglie un pubblico scelto: nobili, studiosi e membri dell’Accademia di Scienze e Belle Lettere.
Al centro dell’attenzione, sul palco, siede un ragazzo prodigio, vestito con abiti di seta chiara: Wolfgang Amadeus Mozart, tredicenne, accompagnato dal padre Leopold.
La sua figura minuta contrasta con l’imponenza del luogo, ma quando comincia a suonare il clavicembalo e il violino, la sala sprofonda nel silenzio ammirato. Le melodie scorrono con una grazia e una maturità che nessun ascoltatore si aspetterebbe da un bambino.
Le cronache dell’epoca raccontano l’entusiasmo e la meraviglia del pubblico, molti dei quali non credevano possibile che tanta maestria potesse venire da un fanciullo. Questo concerto, parte del primo viaggio italiano di Mozart (1769–1771), segnò una delle tappe più significative del suo percorso di formazione artistica e della sua reputazione internazionale.